Fuori dall’euro? Se a decidere fossero gli elettori che a Viterbo hanno votato sabato e domenica alle primarie di Fratelli d’Italia, sarebbe da subito. Così come la riapertura delle case chiuse.

Oltre a scegliere i grandi elettori, 26 in tutto quelli che arriveranno dalla Tuscia e il simbolo, chi si è recato ai seggi ha potuto dire la sua su argomenti, fra cui l’uscita dall’euro.

Il 72% dei dei 430 elettori del seggio campione al Sacrario hanno detto sì all’abbandono dell’euro. Mentre il 78% sono favorevoli alla riapertura delle case chiuse.

Complessivamente gli elettori nella Tuscia sono stati 3186. Ai duemila che si sono recati ai seggi, da tutta la provincia in mille invece hanno votato via web. Sulla scelta del simbolo, a Viterbo ha avuto la meglio quello con il logo Fratelli d’Italia che al suo interno contiene quello di Alleanza Nazionale.

“Siamo molto soddisfatti dell’afflusso – spiega Paolo Bianchini – si è avvalorata ancora di più la nostra convinzione sul fatto che le primarie siano il metodo di scelta più opportuno quando si tratta di decidere i candidati sindaco e altre cariche.

Un risultato ottenuto anche grazie alla presenza di Pierpaolo Pasqua e degli altri che da poco hanno aderito al partito”.

Il 91% di quelli che hanno votato al Sacrario sono favorevoli al blocco dei flussi migratori e il 90% per fermare le merci che rappresentano una concorrenza sleale al made in Italy.

Il 94%, poi, sono per la scelta del candidato premier.

“Lo sforzo organizzativo – spiega Paolo Bozzi – è stato notevole, ma ampiamente ripagato dai numeri, da tante persone che si sono avvicinate ai gazebo, pur non essendo vicine a nessun candidato e non essendo intervenute alle nostre riunioni, ma interessate al dibattito e allo spirito con cui abbiamo organizzato la consultazione.

Abbiamo avuto anche persone grandi, anche del 1920, interessate a partecipare”.

Non era facile da mettere in piedi, come spiega Luigi Buzzi, ma l’affluenza ripaga degli sforzi: “Ci fa ben sperare – osserva Buzzi – in vista del banco di prova determinato dalle amministrative in 27 comuni e dalle Europee”.

Appuntamenti elettorali cui FdI si sta preparando, comunali in particolare.

Civita Castellana è il comune più grande nella Tuscia che va al rinnovo.

“La nostra politica – spiega Bianchini – è di non intrometterci nelle scelte a livello locale. Stiamo lavorando a Civita per un progetto comune a destra”.

Senza preclusioni sul candidato sindaco: “Prima di proporre qualcuno – incalza Bianchini bisogna essere certi di quello che si sta costruendo.

Una volta messa in piedi una lista compatta, si trova un nome che sia credibile e spendibile, altrimenti diventa un suicidio di massa.

Ci sono ancora 45 giorni prime della presentazione delle liste”.

Sul fronte provincia, c’è stata la sorpresa dell’uscita di scena di Piero Camilli.

“E’ una persona capace – osserva Bianchini – la scelta è andata maturando proprio nella settimana delle primarie, che ci ha visti particolarmente impegnati.

Il rapporto con lui in ogni caso rimane ottimo, a prescindere dalla sua decisione. Di Camilli conosciamo tutti i mille pregi e i pochissimi difetti che ha. Per questo, nel momento in cui volesse riaprire un discorso, a noi va benissimo”.

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